Ribera – Agrigento

Ribera è un paese della provincia di Agrigento, sulla costa occidentale dell’isola siciliana.
È qui che ebbe i suoi natali Francesco Crispi ed inoltre è molto conosciuta come Città delle Arance.
Ribera ha avuto anche il riconoscimento come Città Slow ed è entrata a far parte della rete internazionale delle città in cui si vive bene. Il nome Ribera è di origine spagnola ed indica il “bacino di un fiume”.
Oggi il centro abitato è molto distante dai fiume ma l’origine del nome fa pensare ai primi insediamenti.
Un altro motivo per la scelta di questo nome fu dettata dai sentimenti quando Luigi Guglielmo Moncada, di origine catalana, prese in sposa Maria Afan de Ribera.

Una cittadina essenzialmente basata sull’agricoltura che ha fatto conoscere i suoi prodotti in Italia e non solo, ne ha fatto un vanto nel mondo intero, a partire dalle Arance.

Storia di Ribera

Le terre di Ribera sono state da sempre molto fertili, dato il clima favorevole e la presenza costante di molta acqua, quella del fiume Verdura, del fiume Magazzolo e del fiume Platani.

Vista la posizione geografica favorevole sin dal passato queste terre sono state coltivate e le produzioni sono state principalmente quelle di: riso, cotone, grano, agrumi, mandorle, olive, uva e frutta di stagione.

Nonostante tutto le origini di Ribera sono recenti, del XVI secolo, quando i contadini, abbandonate le loro terre in mano ai turchi, decisero di trasferirsi in questa fertile zona. La data ufficiale della fondazione del paese è il 1653 quando Paternò Don Luigi Moncada, proprietario di diversi feudi, decise di fondare questo centro dando la possibilità ai contadini di stabilirvisi.

La prima Chiesa del Paese, quella di San Nicola, fu eretta nel 1655 e nel 1673 arrivò sul trono Ferdinando D’Aragona Moncada il quale lasciò una sola erede, Caterina. Il feudo nel corso degli anni ebbe diversi signori che fecero di tutto per ampliare il territorio di Ribera e far si che arrivasse fino al mare.

Nel 1841 Ribera fu il primo centro di produzione di riso della Sicilia grazie ai suoi 5000 quintali prodotti e nonostante le epidemie la popolazione aumentava e la cittadina si sviluppava. Nel 1848 anche il comune di Ribera partecipò con il proprio comitato, guidato da Tommaso Crispi (padre del noto Francesco), alla rivoluzione indipendentista siciliana e dopo lo sbarco dei mille si costituì un Consiglio Civico.

Moltissime sono le vicende che hanno interessato il paese sin dalla prima guerra mondiale e che hanno trovato soluzione solo nel secondo dopo guerra quando arrivò la sinistra al potere e stabilì l’inizio di uno sviluppo sociale ed economico.

Cosa vedere a Ribera

Diverse sono le architetture e le bellezze naturali da ammirare a Ribera. Tra le architetture religiose da non perdere: la Chiesa Madre del 1760 in stile Rococò, danneggiata dal terremoto del 1968 e restata chiusa fino al 1999; Chiesa di Maria Santissima Immacolata; Chiesa del Rosario del XVIII secolo; Chiesa di San Giuseppe; Chiesa di San Giovanni Bosco del 1950; Chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù che fu inaugurata nel 1945 nel giorno di Natale; Chiesa di San Pellegrino del XVIII secol; Chiesa della Beata Maria Vergine della Pietà; Chiesa di San Nicolò di Bari di recente inaugurazione (1987); Chiesa di San Francesco; Chiesa di San Domenico Savio e Chiesa di San Pietro Apostolo.

Tra le architetture civili La Casa del Duca di Bivona, un palazzo realizzato nel XVIII secolo che non fu mai abitato dal Duca di Bivona ma dai vari amministratori del ducato. All’interno il palazzo presenta dei bellissimi affreschi raffiguranti gli stemmi araldici degli antenati della famiglia Toledo.

A pochi chilometri dal centro abitato si trova il Castello di Poggiodiana risalente al trecento.
È costituito da una torre cilindrica merlata alla sommità e da una quadrata.
Fu edificata per volere di Guglielmo Peralta e in seguito passo di proprietà ai Conti di Luna.

Da non perdere il sito archeologico, la Necropoli di Anguilla risalente alla medie e tarda età del bronzo (XIII secolo a. C.) rinvenuta nel 1982 a sud di Ribera nella contrada Anguilla.
È costituita da due tipi di tombe: a grotticella artificiale e a camera, alcune delle quali sono precedute da un corridoio.

Le tombe sono costituite da una o due camere con volta a cupola e un gradino sul quale veniva adagiato il defunto e i diversi oggetti votivi. Quelle della necropoli di Anguilla sono uniche in Sicilia per dimensione e tipologia. Ma anche la natura non è da meno.

È in questo comune che ricade una delle bellissime riserve naturali della provincia di Agrigento: Riserva Naturale Orientata Foce del Fiume Platani.
Le aree della foce del Fiume Verdura e del Fiume Magazzolo sono riconosciute come Sito di Interesse Comunitario
. A Ribera c’è posto anche per gli appassionati della montagna che potranno divertirsi con un’escursione sul Monte Sara ricco di vegetazione e con un’area attrezzata per i visitatori. Presso l’ex Salone dei congressi all’interno della Villa Comunale dal 1989 c’è il museo etnoantropologico che raccoglie circa 4000 reperti delle civiltà antiche di questi posti e delle loro attività.

Altre informazioni e curiosità su Ribera

Ribera è il punto ideale per chi ama il mare, per chi ama la montagna, per chi vuole trascorrere il suo tempo circondato dalla natura, c’è posto per tutti. C’è posto anche per chi ama calarsi nella tradizione e nel folklore dei posti che visita. A Ribera la Pasqua e la Settimana Santa sono molto sentite e ci sono diverse manifestazioni che allietano gli abitanti e i turisti. Molto sentita è anche la festa di San Giuseppe per la quale viene allestita la “Straula” ovvero un carro trainato da un asino sul quale è allestita una torre rivestita di rami di alloro e pane. Al centro della torre si trova San Giuseppe.

Le fiere più importanti del paese sono quella di Settembre e “di li Morti”. Ogni anno a Ribera si tiene il Premio Nazionale Giuseppe Ganduscio.
Le frazioni più importanti sono: Seccagrande, Borgo Bonsignore e Pianagrande.

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