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Tripi – Messina
Tripi: l’antica città di Abakainon
Tripi, situato sulla prima dorsale nord-orientale dei monti Nebrodi, vanta una storia ricca ed antica che affonda le radici nel neolitico stentinelliano (6800-6400 a. C.). In età protostorica, il territorio fu abitato dai siculi che qui fondarono il primo centro abitato. Grazie alla posizione strategica a controllo del tratto di costa tra il promontorio di Milazzo e quello di Tindari, il centro attirò, ben presto, l’interesse dei Greci, che frattanto, tra VIII e VII sec a.C., avevano fondato in Sicilia numerose città. È lo storico siceliota Diodoro di Agirio ad attestare il toponimo Abakainon in relazione di eventi del IV sec a.C.: egli narra che Dionisio I nelle 396 a.C. trasferì da Messene (l’odierna Messina) elementi provenienti dal Peloponneso e assegnarono loro una località sul mare, Tindari, alla quale annesse una parte del territorio di Abakainon. La città, in occasione degli scontri tra il tiranno di Siracusa e i Cartaginesi, decise di allearsi con questi ultimi con la speranza di allontanare dal territorio i filodionigiani.
Per i decenni successivi, le fonti non registrano alcune informazioni sul sito, sebbene l’evidenza archeologica testimoni una continuità di vita ed una vivacità sul piano economico con emissioni monetali. Successivamente, in occasione di uno dei conflitti che videro il nuovo tiranno siracusano Agatocle contro Cartagine, gli Abacenini, nel 311 a.C., si allearono ancora una volta con i Cartaginesi che, sconfitti, furono costretti a rinunciare ad ogni forma di egemonia in quest’area. Nel 262 a.C. la città fu occupata dai Romani che la dichiararono municipium e ne mutarono il nome. In occasione dello scontro tra Ottaviano e Sesto Pompeo, la città fu costretta a fornire aiuti ad entrambi gli eserciti ma, impoverita e incapace di prestare soccorso, fu punita da Ottaviano che la distrusse. La città pertanto conobbe un periodo di declino dal quale sembra risorgere in età medievale. Della città non abbiamo più notizie fino a quando, sotto il regno di Pietro d’Aragona, il territorio di Tripi fu concesso in feudo all’ammiraglio Ruggiero di Lauria che, qualche tempo dopo, lo cedette a Ruggero di Brindisi, cavaliere templare. Le alterne vicende che seguirono traghettarono nell’età medievale il centro nebroideo che in età moderna si impose quale importante area di produzione di vino, di olio e di seta.
La Necropoli di Tripi
Il territorio di Tripi fu sottoposto a sistematiche indagini archeologiche a partire dal 1952 da Villard e da Cavalier. I più antichi reperti, consistenti materiali ceramici decorati ad impressione e materiale litico (ossidiana e selce) rinvenuti nella zona di contrada Piano testimoniano la presenza di un insediamento umano già nel periodo neolitico. All’età del ferro si datano l’abbondante materiale ceramico e le famose a grotticella sulla parete meridionale di Pizzo Cisterna. Tra il 1994 e il 2004 gli archeologi della Soprintendenza di Messina riavviarono le indagini in Contrada Cardusa dove fu portata alla luce una straordinaria e ricca necropoli. La bellezza e la finezza architettonica dei monumenti funebri sormontati da una stele “ Epitymbion” di forma rettangolare (segnacoli tombali, in pietra arenaria, posizionati sopra le sepolture) e la preziosità dei reperti rinvenuti nelle tombe datate tra la metà del IV sec. a.C. e il II sec. a.C. testimonia una società agiata.
Museo Santi Funari a Tripi
Il museo archeologico di Tripi è sorto nelle 2012. I materiali esposti provengono dalla selezione dei corredi funerari della necropoli di Contrada Cardusa che in atto ha restituito 154 sepolture. Le vetrine dislocate su due piani espositivi contengono reperti ceramici e oggetti di raffinata oreficeria. Tra questi spiccano una corona sfoglia di mirto e una serie di anelli in oro.
Castello di Tripi
Il castello medievale domina la cittadina da un’altura a controllo delle valli dei fiumi Novara e Tallarita e del tratto di costa tra Milazzo e Tindari, fino alle Isole Eolie. Purtroppo nessuna fonte è giunta sulla cronologia delle fasi di vita del castello della sua planimetria. Esso occupa un pianoro irregolare e digradante ed è preceduto da un importante cisterna circolare ubicata in apparenza subito fuori dal circuito murato. La posizione e i ruderi oggi visibili, con la torre a pianta rettangolare e alcuni tratti di mura perimetrali, rimandano ad età federiciana, ma è verosimile che il nucleo originario sia di età bizantina o araba.
Le chiese le festività
A Tripi vi sono chiese di straordinaria bellezza, luoghi di culto che evidenziano come ancora oggi il paese viva con grande spiritualità la propria vita civile. Nella parte superiore del borgo si trova la Chiesa Madre i cui rifacimenti, negli anni, hanno alterato l’aspetto originale. Il campanile presenta un primo ordine di blocchi di pietra che riportano la data 1791. Dedicata al patrono San Vincenzo Martire di Spagna, la cui ricorrenza è il 22 gennaio per antica tradizione si festeggia solennemente la prima domenica di settembre. La processione molto caratteristica suggestiva. La statua del santo indossa una dalmatica ricoperta di gioielli d’oro antichi condotta lungo i vicoli del paese, accompagnata da un folto stuolo di fedeli, dalla banda musicale e di mortaio. Oltre alla chiesa di San Vincenzo sono aperte al culto: la chiesa della Santissima Trinità risalente al 1500/1600, la chiesa di San Gaetano da Thiene (Campogrande – 7 agosto) e la chiesa di San Cono (nell’omonima frazione – 18 agosto), la chiesa di Santa Maria del Rosario (Casale – 7 ottobre). Altri monumenti di non poco importanza sono: la chiesa dell’Annunziata (Tripi) del 1600, la chiesa di San Biagio (Casale) anch’essa del 1600 e dichiarata dalla Soprintendenza dei Beni Culturali , “Bene Monumentale”, la chiesa di San Giovanni (Casale), sconsacrata che conserva un bel portale architravato decorato con motivi vegetali.
Tradizioni ed enogastronomia
L’attività dei contadini e dei pastori è alla base della tradizione gastronomica del paese. La cucina causa di pochi genuini ingredienti. La produzione si basa sulla tradizionale attività di trasformazione del latte in ricotta, da gustare ancora calda, oppure da grattugiare sui maccheroni fatti in casa; da assaggiare le provole, la “tuma” e il pecorino, lavorati con metodi tradizionali, come quelle di un tempo. Numerose diversificate e la produzione dolciaria artigianale; gli ingredienti più presenti sono: nocciole, mandorle, noci e ricotta. I dolci tipici del paese sono le “cuddure”, biscotti di pasta frolla di varie forme; la ricerca si tramanda di generazione in generazione e, anche se è una tradizione del periodo pasquale, è possibile trovarle in tutto l’anno. Durante periodo estivo il paese si anima con feste sagre che coinvolgono l’intera comunità in circondario.
Il territorio tripense
Il territorio tripense costituito da tre frazioni (Campogrande, Casale e San Cono) oltre all’abitato di Tripi Centro offre una rete fittissima di sentieri addatti agli amanti del trekking e della mountain bike. Un paradiso per chi vuole semplicemente perdersi nella natura della florida vegetazione mediterranea, arricchita anche dalla presenza di antichi palmenti rupestri. Boschi suggestivi, ampi e verdi pascoli d’alta quota, torrenti fluenti, contrastano con l’immagine più comune di una Sicilia arida e arsa dal sole. Nel contempo si potrà godere di panorami mozzafiato sulla costa tirrenica, una splendida terrazza sulle Isole Eolie.
Itinerario dei sentieri di Tripi
Percorso Storico: difficoltà medio-alta
Partendo dalla Contrada Piano, si raggiunge la chiesa di San Biagio, ingresso del borgo di Casale. Costeggiando la chiesa dell’Annunziata si arriva al castello di Tripi da dove si potrà godere di uno dei più suggestivi panorami di tutta la costa tirrenica.
Sentiero Costa-Piano
- Lunghezza: 680 m
- Dislivello: 112 m
- Pendenza media: 17,2 %
- Pendenza max: 26%
- Fondo stradale: sterrato-selciato
- Tempo di percorrenza: 10 minuti
Sentiero Annunziata
- Lunghezza: 986 m
- Dislivello: 75 m
- Pendenza media: 7,5%
- Pendenza max: 20%
- Fondo stradale: sterrato
- Tempo di percorrenza: 15 minuti
Sentiero Castello
- Lunghezza: 1250 m
- Dislivello: 117 m
- Pendenza media: 9,4%
- Pendenza max: 26%
- Fondo stradale: sterrato
- Tempo di percorrenza: 20 minuti
Percorso Archeologico: difficoltà media
Partendo dalla frazione di campo grande, attraverso uliveti, vigneti e alberi da frutto, incrociando ovini, caprini e bovini, si raggiunge la Necropoli.
Sentiero Cardusa
- Lunghezza: 2330 m
- Dislivello: -63/ +79 m
- Pendenza media: 15,6%
- Pendenza max: 30%
- Fondo stradale: sterrato
- Tempo di percorrenza: 40 minuti
Percorso Naturalistico: difficoltà media
Partendo dalla piazza parcheggio di Tripi, in un’area verde ancora incontaminata siti di particolare interesse storico culturali sono: la rocca Tallarita, la casa nella Roccia, antichi mulini straordinari e palmenti rupestri.
Sentiero Tallarita
- Lunghezza: 1094 m
- Dislivello: -79/ +134 m
- Pendenza media: 18,6%
- Pendenza max: 36%
- Tempo di percorrenza: 20 minuti
Strade di Collegamento
- Tratto Campogrande – Sentiero Cardusa; Lunghezza: 897 m
- Fondo stradale: asfaltato; Tempo di percorrenza: 10 minuti
- Tratto Necropoli – Contrada Piano; Lunghezza: 1798 m
- Fondo stradale: asfaltato; Tempo di percorrenza: 20 minuti
- Tratto Sentiero Castello – Sentiero Tallarita; Lunghezza: 485 m
- Fondo stradale: asfaltato; Tempo di percorrenza: 5 minuti