Quartiere Ellenistico Romano

Interessanti resti di ville patrizie Akragantine e mosaici perfettamente conservati, si possono ammirare all’interno del sito del Quartiere Ellenistico Romano di Agrigento, ubicato nell’area di S. Nicola.

Il quartiere è stato scavato intorno agli anni ’50 da Pietro Griffo, il quale ha accolto un riassetto urbanistico dell’antica Akragas del periodo risalente al III secolo a.c fino al V secolo d.c.
La sua superficie è di 10.000 mq. ove sono state identificate botteghe, acquedotti, taverne, oltre 20 case di cui alcune con ampio peristilio di moda ellenistica, case di tipo pompeiano, case con corridoio di disimpegno, case con cortile traverso, frutto dell’ingegno dell’architetto Ippodamo da Mileto.

Casa del Peristilio: il peristilio era un cortile contornato da colonne sulle quali si poneva un tetto che si appoggiava alla casa. Veniva così a crearsi un portico le cui pareti erano spesso finemente decorate con pitture e mosaici. L’interno del peristilio è fornito di vasca al centro e di cisterna sotto il portico occidentale. Casa dell’atrio in cotto: prende il nome dalla bella pavimentazione, in mattoni rosso di cotto, presenti nella zona centrale della stessa.

Casa Criptoportico: ha portico rettangolare allungato, il peristilio subisce delle trasformazioni, viene modificato secondo il gusto del tempo in ‘porticus fenestrata’,mediante chiusura degli spazi intercolonnari da un basso muro o parapetto il quale ne caratterizza l’aspetto.

Casa dei due piani: si presenta con un atrio fornito di pozzo o cisterna dove da due lati si affacciano i vani principali della casa. Modeste le dimensioni. In fondo, una scala conduceva al piano superiore.

Casa delle Svastiche: di fronte alla casa a due piani, sullo stenopos II a sinistra, la presenza di un pavimento in opus tassellatum in bianco e nero di svastiche, simbolo decorativo di buon augurio o fortuna e di cui prende il nome.

Casa del mosaico delle quattro stagioni: presenta un vano rettangolare tablinum dove si ricevevano gli ospiti o vi si pranzava. Il mosaico del pavimento a decorazione geometrica è ripartito in sei riquadri , quattro di essi riproducenti le quattro stagioni di cui si conservano solo la primavera e l’estate.

Casa della gazzella: eleganti mosaici con disegni geometrici abbelliscono una serie di vani comunicanti tra loro. Particolare è il quadro musivo posto al centro del pavimento, il quale raffigura una gazzella che si specchia in una pozza d’acqua (vista dall’alto).Oggi il quadro è custodito nella Sala dell’Abitato del museo archeologico di Agrigento

Casa del maestro astrattista: è la casa più bella e più ricca del complesso. Presenta un atrio con pozzo al centro ancora attivo, pavimentato in cotto (opus spicatum) in perfetto stato di conservazione. Tappeti musivi decoravano altre pavimentazioni e tra questi il quinto vano fatto ad esagoni che voleva imitare le venature del marmo di singolare gusto astrattista ( da qui prende il nome la casa).

 

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