Bivona – Agrigento

Bivona – Agrigento

Bivona è un piccolo comune siciliano sito nell’entroterra agrigentino.
Conta circa 4000 abitanti ed è circondata dai Monti Sicani, dista 60 km da Agrigento, 90 da Palermo e nei secoli passati fu uno dei maggiori centri feudali della Sicilia. E’ qui che è stato attestato uno dei culti più antichi di Santa Rosalia. Il nome Bivona non deriva dall’arabo e si trova per la prima volta in documenti ufficiali nel 1171 con l’appellativo Bibona. La forma Bisbona è stata utilizzata dal 1363 derivante da bis bona, “due volte buona”.

Uno scritto del 1557 riporta: “È questa terra detta Bivona, quasi Bi-bona, cioè bis-bona, per la perfezione dell’aria, essendo posta sopra altissime rupi e per l’abbondanza delle salutifere acque e fruttiferi arbori, de quali sommamente abbonda, luogo veramente più che buono e amenissimo”.

Un paese di poche anime dove protagonista è la natura con la Riserva Naturale Orientata Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio e i Monti Sicani che sembrano quasi incoronare il paese. Il clima che si può godere in questo paese è medio caldo di tipo mediterraneo con estate prolungate ed inverni miti.

La storia di Bivona

È una storia antica quella di Bivona che affonda le sue radici nell’età del rame ed inoltre sono documentati insediamenti greci, romani e medievali. Il centro di Bivona è documentato sia nato nel 1160 come semplice casale, poi signoria e poi come uno dei principali feudi del Vallo di Mazzara.
Nel 1554 l’imperatore Carlo V elevò Bivona a ducato e nel 1812 fu la prima cittadina ad essere amministrata da famiglie spagnole colpevoli del successivo declino sociale ed economico. Sono stati i vari reperti archeologici a confermare la presenza umana nel territorio di Bivona sin dall’età del rame. Una necropoli rupestre e altri frammenti e cocci che risalgono a quell’era. Il più antico documento pervenuto, nel quale si parla di Bivona risale al 1160 e nel 1171 è menzionata come casale.

Nel XIII secolo Bivona compare tra i centri della diocesi di Agrigento e molti ipotizzano su una sua origine bizantina. Nel IX secolo gli arabi arrivarono in Sicilia e cacciarono via i normanni, definitivamente nel XI secolo. La presenza degli arabi nel territorio di Bivona è documentata dalla presenza, nel dialetto del posto, di alcuni termini di origine araba. È proprio a questo periodo che risale la nascita di un primo insediamento abitato. Sono tanti i documenti e gli storici che parlano di Bivona e della sua storia e la vedono anche come attiva partecipante alla Guerra del Vespro, “Guerra dei novant’anni” che si combatté dal 1282 al 1372. Nell’anno 1353 i Chiaramonte, con l’aiuto degli angioini, si ribellarono a re Ludovico d’Aragona e alla rivolta partecipò anche Bivona che dopo la vittoria di Federico D’Aragona le discordie interne continuarono fino all’intervento delle truppe regie che la occuparono.

In seguito alla partenza delle truppe i Chiaromonte provarono di nuovo ad occupare il castello ma dopo l’ennesima sconfitta decisero di abbandonare il paese. Nel 1360 divenne signore di Bivona Corrado Doria. I passaggi di proprietà che si susseguirono furono diversi, diverse nobili famiglie ebbero il potere e lottarono per averlo vista l’importanza che andava acquisendo sempre di più.

Nel XV secolo era presente una comunità ebraica che occupava una parte centrale di Bivona, nei pressi della Chiesa e del Convento di San Domenico.

Nel 1554 Bivona fu elevata da Carlo V a Ducato e il paese acquisì il titolo di città e Pietro de Luna fu il primo fra i nobili siciliani ad acquisire il titolo di Duca.

Sotto il potere della Famiglia De Luna restò per molto tempo Bivona ma nel 1621 arrivarono i Moncada e Antonio ne divenne il Duca. Un’altra importante famiglia che mantenne il potere per diversi anni, nel 1736 fu la volta di Federico Vincenzo Alvarez de Toledo e dopo di lui il Ducato passò in mano del figlio. Fu Francesco Borgia Alvarez de Toledo l’ultimo uomo che esercitò la signoria feudale su Bivona.

Nel 1812 in Sicilia fu abolita la feudalità e per Bivona fu un anno importantissimo con il quale si concludeva un travagliato periodo storico e se ne apriva un altro pieno di speranza di recuperare la dignità passata. In quello stesso anno la Sicilia venne divisa in 23 distretti ognuno con autonomia elettorale, giudiziaria e finanziaria. Bivona, da questa situazione, trasse molti vantaggi difatti fu eletta capoluogo di uno dei distretti che comprendeva: Santo Stefano di Bivona, Cammarata, San Giovanni Gemini, Casteltermini, San Biagio Platani, Alessandria della Rocca, Cianciana, Ribera, Calamonaci, Lucca Sicula, Villafranca sicula e Burgio.

Nel 1820 i militari carbonari di Napoli riuscirono a costringere il re Ferdinando I a proclamare la Costituzione emanata in Spagna che divenne effettiva anche nel regno delle Due Sicilie il quale approfittò per ottenere l’indipendenza dal Regno di Napoli. Anche a Bivona vi furono diverse manifestazioni attraverso le quali mostrò attiva, anche nei moto del 1848. Nel 1860 a Bivona ci fu un’insurrezione dopo la scoperta dello sbarco di Garibaldi e i Mille. Dopo la proclamazione del Regno d’Italia a Bivona vi fu una gravissima epidemia e molte persone la abbandonarono per rifugiarsi in campagna.

Nel 1892 Bivona comparse nell’opera “Le cento città d’Italia” come una delle più belle dell’epoca. Arrivarono poi la prima e la seconda guerra mondiale che provocarono a Bivona numerose perdite. Una cittadina che non si è mai tirata indietro nei vari avvenimenti storici ed è restata sempre protagonista ma che man mano nel tempo ha perso qualcosa ma non la sua storia e la sua fama della quale ancora oggi si possono trovare le tracce.

Luoghi e monumenti di interesse a Bivona

Tra i luoghi e monumenti di interesse distinguiamo tra quelli religiosi, civili e militari. Numerosissime sono le architetture religiose che ancora oggi riempiono il paese tra i più importanti possiamo annoverare: Chiesa madre chiaramontana (del XIII secolo), stile gotico, di cui rimane solo il portale della facciata principale; Chiesa di San Bartolomeo (del XIII-XIV secolo), di cui rimane il portale della facciata principale,in stile barocco; Chiesa di Santa Rosalia (del XIII-XIV secolo), con portale in stile barocco, con all’interno il fercolo della statua della santa (1601), un crocifisso ligneo, alcune tele sette-ottocentesche, una piccola botola per accedere al tronco della quercia sotto la quale si ritiene che la santa era solita prepararsi; Chiesa dell’Annunziata (del XIV secolo) che custodisce alcuni dipinti eccelsi; Chiesa di San Sebastiano (del XIV-XV secolo) che presenta un portale tardo rinascimentale – manierista; Chiesa di San Paolo ( del XV secolo), con portale in stile barocco del XVII secolo e all’interno decorazioni, statue e tele settecentesche; Chiesa di Santa Maria di Loreto (del XV secolo) una delle più grandi chiese di Bivona ma in degrado alla metà del XX secolo e con arredi perduti o trasferiti in altre chiese; Chiesa di Santa Maria di Gesù (del XVI secolo), di cui rimangono solamente i ruderi, originariamente in stile gotico e ristrutturata nel Settecento; Chiesa di San Giacomo maggiore o dei Cappuccini (del XVI secolo) che conserva numerose lapidi funerarie e una grande tela cinquecentesca della Madonna degli Angeli sull’altare maggiore; Chiesa madre Mater Salvatoris (del XVI secolo), edificata dai padri gesuiti e ampliata nel Seicento, nel 1781 divenne la nuova chiesa matrice; Chiesa di Sant’Isidoro Agricola (del XVII secolo), edificata dai cittadini in seguito a pessime annate agricole in onore di sant’Isidoro, protettore degli agricoltori, priva di elementi decorativi; Santuario della Madonna dell’Olio che nel 2008 è stato inserito nella Carta regionale dei luoghi dell’identità e della memoria della Regione siciliana.

A queste possono essere aggiunte altre chiese distrutte come la chiesa di Sant’Andrea, la chiesa di Sant’Antonio Abate, la chiesa di Sant’Agata, la chiesa di San Giovanni Battista; la chiesa di Santa Maria Maddalena, la chiesa di San Pietro, detta poi di Santa Maria del Soccorso. Tra gli edifici religiosi troviamo anche due cappelle, quella della Madonna della Sprescia e quella del Camposanto. Non potevano mancare i conventi: Convento dei Carmelitani del XVI secolo per i carmelitani e in un secondo momento sede dalla Congregazione delle suore agostiniane ed inseguito sede della biblioteca comunale; Convento dei Domenicani del XV secolo che divenne prima sede dei Carabinieri e poi dell’Università; Convento dei Cappucini del XVI secolo; Monastero delle Clarisse del 1585 e Collegio dei Gesuiti del XVI secolo.

Tra le architetture civili trovano posto i numerosi palazzi nobiliari tra i quali: Palazzo ducale (del XVI secolo) residenza della prima famiglia ducale, i De Luna d’Aragona; Palazzo municipale; Palazzo del marchese Greco (del XVIII secolo), realizzato in stile barocco e unico palazzo nobiliare di Bivona ad aver mantenuto le proprie caratteristiche architettoniche; Palazzo De Michele, abitazione dei baroni De Michele e residenza dei sottoprefetti; Palazzo dei baroni Guggino; Casa comunale, sede della pretura e, successivamente, ufficio del giudice di pace.

Le fontane pubbliche di Bivona sono circa 20 e la maggior parte è stata costruita dopo il 1887 (anno di realizzazione del primo impianto idrico). Alcune sono semplici fontane in ghisa come quella “Mezzaranciu” o la fontanella Lu Roggiu, mentre altre sono dotate di lavatoio come la Fonatana dei Ferri e la Fontana Pazza.

Altre architetture civili di notevole interesse sono: La Torre dell’Orologio (del XIX secolo) che fu costruita, nel 1775e che ospita l’orologio civico; Magazzino del duca (del XVI secolo), utilizzato come magazzino ducale; Villa comunale; Condotto di irrigazione (del XIX secolo), realizzato in occasione dell’apertura dell’acquedotto di Bivona; Il Casino (del XVII secolo), probabile residenza di caccia sita in prossimità del monte Il Casino; Ruderi delle “case Cirriè”, una grande masseria a corte centrale; Resti del teatro comunale che fu costruito nel 1834 e terminato dopo il 1847. Nel 1864 il teatro divenne di proprietà comunale e le Carceri, presso il piano terra del palazzo ducale.

Tra le architetture militari troviamo la Torre di Guardia del 1299, la Torre difensiva e le Mura Cittadine costruite nel trecento. Oltre le meravigliose architetture meritano un visita anche i quattro monumenti della cittadina che sono: monumento ai caduti di tutte le guerre, il monumento a Cesare Sermenghi, il monumento al movimento operaio e contadino e il monumento dei donatori del sangue.

In un paese ricco di storia come questo non potevano mancare siti archeologici e il più importante si trova all’interno della Riserva Naturale Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio. I diversi ritrovamenti hanno attestato che questa zona è frequentata sin dall’età del rame. Ceramiche, monete, anfore, necropoli, tutti resti messi in luce, per la maggior parte, nella campagna di scavi del 2009/2010.

Passeggiando tra la storia non si può fare a meno di notare la bellezza della natura che circonda questi posti. Un paese incoronato da diverse cime che ricade in parte all’interno della Riserva Naturale di Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio ed è una delle principali sedi del Parco dei Monti Sicani. Nella parte orientale del paese si trova anche il demanio Canfuto, un meraviglioso bosco di conifere.

Altre curiosità su Bivona

È dalla seconda metà del ‘400 che si attesta una grande crescita economica e demografica per questo paese che, come abbiamo precedentemente visto, acquisiva man mano sempre più importanza grazie alla comunità ebraica e ai diversi ordini religiosi che la sceglievano come sede. Con l’Unità d’Italia alcuni paesi si staccarono da Bivona e si iniziò ad assistere al fenomeno dell’emigrazione.

Secondo una tradizione antica nel 1245 Bivona fu colpita duramente da un’epidemia e Santa Rosalia apparve ad un uomo sopra un sasso. Si dice che la santa abbia ordinato all’uomo di costruire una chiesa in quel posto affinchè la peste cessasse. L’uomo riferì il tutto ad alcuni giurati che non gli diedero retta e poco tempo dopo la Santa apparve anche a loro dandogli lo stesso ordine. I giurati cominciarono a costruire la Chiesa e appena iniziarono i lavori la peste finì. Da allora si diffuse il culto per Santa Rosalia che venne nominata patrona di Bivona. I compatroni sono San Francesco d’Assisi e la Madonna dell’Olio.

Oltre le feste religiose dedicate a questi santi si hanno anche il Peregrinatio Mariae nel mese di maggio, la Madonna di la Sprescia, il 30 maggio e la fiera del bestiame, il 4 settembre. Uno dei prodotti tipici di questo paese è la pesca con la quale si preparano squisite torte, biscotti con marmellata e pasticciotti. Altre specialità del paese sono pasta ‘ncasciata, la froscia, la caponata di olive, li sfinci, la paste alla frutta, la pignolata e la cubata. Vista l’importanza della pesca, ogni anno, a metà agosto, per tre giorni, si svolge la sagra della pesca.

Video Sagra della Pesca a Bivona

A Bivona non c’è il mare, non c’è il chiasso, non ci sono i rumori, c’è solo il silenzio, la bellezza dei luoghi e la meraviglia della natura. Posti dove l’arte si fa bella e nello stesso tempo riporta indietro nel tempo, posti dove è la natura a fare da padrona tra immense vallate e graziosi boschi. Esplora Sicilia la consiglia come meta delle vostre vacanze, per capire e conoscere l’altro lato della Sicilia.

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