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Grotte Naturali di Palermo

Grotte Naturali di Palermo
Parchi e Riserve della Sicilia

Grotte Naturali di Palermo

Grotte Naturali di Palermo

Tra le Riserve Naturali della Provincia di Palermo vi sono alcune grotte molto particolari, per la loro storia e per la loro conformazione. Sono Grotta Conza, Grotta di Carburangeli, Grotta di Entella, Grotta Molara e Grotta dei Puntali.

Cinque meravigliosi scrigni che racchiudono in sé le meraviglie della natura e i resti della storia, testimoni di un passato lontano, quando facevano da riparo ad animali e persone. Visitare queste grotte può essere un altro modo di scoprire la Sicilia, di conoscere la sua storia precedente all’arrivo dei greci, bizantini e romani.

Grotta della Conza

Grotta della Conza

Questa riserva della provincia di Palermo è stata istituita nel 1995 ed è gestita dal CAI (Club Alpino Italiano).
È una grotta di origine carsica che si è formata in seguito al contatto tra terreni carbonatici dell’era del Mesozoico (200 milioni di anni fa) e depositi di argilla.

L’ingresso della grotta si trova a 200 metri s.l.m. sul versante nord orientale di Pizzo Manolfo.
All’interno la grotta si presenta con un vasto salone che si estende per 100 metri e finisce su un corpo di frana. Nella zona circostante si trovano pini, cipressi ed eucalipti.

Gli animali che si aggirano in questa zona sono chirotteri e rapaci diurni e notturni. La grotta di Conza è nota anche per il fatto che al suo interno sono state ritrovate industrie litiche, paleolitiche e neolitiche. L’interesse da parte di biologi, geologi e speleologi, per questa grotta, è davvero elevatissimo per i ritrovamenti fatti e per la presenza di sei specie di straordinaria importanza e tre esclusive di questa grotta.

Grotta di Carburangeli

Grotta di Carburangeli

Questa riserva naturale, della provincia di Palermo, è stata istituita dal 1996 e da allora è gestita da Legambiente. Si trova nel territorio di Carini ed è stato deciso di tutelarla per il suo alto valore speleologico e naturalistico.

La grotta si è formata per azione dell’erosione marina nell’era del Quaternario. Diverse sono le aperture attraverso le quali si può accedere. La Grotta di Carburangeli si sviluppa nel sottosuolo per 400 metri in orizzontale. All’interno si trovano stalattiti e stalagmiti e una serie di gallerie e passaggi sotterranei, abitati da numerosi pipistrelli, insetti, crostacei, ragni, millepiedi e molluschi.

Grotta di Entella

Grotta di Entella

La Grotta di Entella, in provincia di Palermo, è una grotta di origine carsica particolarmente affascinante.
Dal 1995 è riserva naturale ed è gestita dal Cai, Club Alpino Italiano.

Si trova nel comune di Contessa Entellina e visitarla permette un viaggio tra stalagmiti e gessi lavorati. I gessi sono lavorati dall’acqua piovana essendo molto modellabili. La Grotta si apre all’interno della Rocca di Entella ed inizia con una galleria meandriforme di 10 metri di lunghezza attraverso la quale si può arrivare nella parte interna. All’interno la grotta è formata da diversi livelli, quattro, che si dividono tra grandi saloni, piccoli salti, scivoli e pozzi.

L’interno della grotta può riservare grandi sorprese, per gli appassionati e meno appassionati, per la presenza di macro cristalli di gesso che luccicano, stalattiti, stalagmiti e i segni che l’acqua ha lasciato nel suo lento ed incessante scorrere. All’interno della grotta sono state fatte anche delle scoperte dall’importante valore archeologico.

Aggiungono fascino alla grotta le numerose leggende che si narrano su di essa e che la vedono come custode di un grande tesoro del quale nessuno può impadronirsi poiché la grotta stessa è protetta da un incantesimo oppure si narra di un mostro a 14 teste che abitava questa grotta al quale bisognava offrire, ogni giorno, una ragazza in pasto per placare le sue ire.

Grotta Molara

Grotta Molara

La Riserva Naturale di Grotta Molara è stata istituita nel 2008 ed è gestita dal GRE (Gruppi di Ricerca Ecologica). È una delle più interessanti della Sicilia occidentale per l’alto valore scientifico e storico, come testimoniano i resti paleontologici ed archeologici che ne hanno favorito l’istituzione.

La riserva è divisa in due parti: Zona A e Zona B ed in entrambe sono stati ritrovati resti di fauna quaternaria.
La riserva naturale di Grotta della Molara si trova all’interno di una zona chiamata “Pitrazzi” (pietracce) in riferimento all’aridità del territorio.
In questa stessa zona si trovano Grotta della Molara, Zubbio della Molara e Grotta del Coniglio Morto.

Grotta dei Puntali

Grotta dei Puntali

La Grotta dei Puntali, in provincia di Palermo, è una delle più interessanti di tutta la Sicilia Occidentale grazie al suo alto valore scientifico ma anche per la sua valenza storica.

Una grotta che diventa scrigno, custode di mille segreti della storia e della natura. Una cavità all’interno della quale è possibile riscoprire il passato e la natura. I reperti che sono stati ritrovati all’interno della Grotta dei Puntali sono raccolti nel Museo Archeologico “A. Salina” ed il Museo di Geologia dell’Università di Palermo.
Questa riserva è stata istituita nel 2001 ed è si apre nella roccia del Monte Pecoraio, nel comune di Carini.

La grotta si sviluppa prevalentemente in orizzontale ed è collocata su due diversi livelli uniti tra di loro da pozzi. Le pareti interne sono caratterizzate dalla presenza di vermiculazioni argillose, “pelle di leopardo”, mentre la parte calpestabile è formata da un deposito grigio con delle fessure di disseccamento.

Diversi sono stati i ritrovamenti fatti in questa grotta, tra i quali delle zanne di elefante e delle specie appartenenti alla fauna continentale pleistocenica. All’esterno della grotta si possono notare due solchi che fanno ipotizzare che un tempo fin lì arrivasse il mare. Oggi giorno la grotta continua ad essere scelta da animali di grande importanza come i chirotteri , specie di interesse comunitario, in pericolo di estinzione, e da altre specie di uccelli e di mammiferi.

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3 Novembre 2018

Olio extra-vergine d’oliva 2018

La raccolta della produzione 2018 di olive è terminata e il nostro olio extra-vergine d’oliva  è di qualità eccellente come sempre. Da quest’anno il gusto classico è anche presidio Slow Food. Il nostro uliveto ultra centenario è stato riconosciuto come eccellenza italiana. La produzione è monocultivar e la spremitura a freddo per le tre varietà: Nocellara del Belìce: gusto intenso e forte con sentore di pomodoro. Giuseppe consiglia: “con arrosti importanti e bruschette” Cerasuola: gusto classico della varietà trapanese, profumo di erba fresca e carciofo Giuseppe consiglia: “a crudo con le insalate, per il pesto alla trapanese e per una frittura croccante”…

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