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Azione Catania: Carlo Calenda all’Università. Un dialogo sul mezzogiorno e l’Europa

Azione Catania: Carlo Calenda all'Università. Un dialogo sul mezzogiorno e l'Europa

Un appuntamento di alto profilo culturale e politico per riflettere sul ruolo del Sud nell’Italia e nell’Europa di oggi.
Giovedì 23 ottobre 2025, alle ore 10:30, nell’Aula Magna del Palazzo Pedagaggi (Via Vittorio Emanuele 49, Catania), il Senatore Carlo Calenda, già Ministro dello Sviluppo Economico e leader del movimento Azione, sarà protagonista dell’incontro dal titolo “Mezzogiorno. Questione nazionale, questione europea”, promosso dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Catania (DSPS-UniCT).

Un’occasione di confronto aperto su temi cruciali come la coesione territoriale, la competitività economica e le prospettive di sviluppo del Mezzogiorno nel quadro delle politiche europee.
Calenda dialogherà con la professoressa Pinella Di Gregorio, Direttrice del DSPS-UniCT, mentre a moderare sarà il dottor Samuel Boscarello della Scuola IMT Alti Studi di Lucca.

“La presenza di Carlo Calenda a Catania rappresenta un segnale di grande attenzione verso il nostro territorio – dichiara Marco Magnano San Lio, segretario cittadino di Azione –.
Parlare del Mezzogiorno come questione nazionale ed europea significa affrontare finalmente i nodi strutturali che frenano la crescita del Sud, ma anche riconoscerne le potenzialità come motore strategico di sviluppo per l’Italia intera.
È un tema che riguarda tutti: università, imprese, giovani, amministratori. Catania ha bisogno di momenti di confronto come questo, dove si discute di futuro con competenza e visione”.

L’incontro si inserisce nel più ampio dibattito promosso da Azione sul rilancio del Mezzogiorno e sull’importanza di un approccio pragmatico alle politiche pubbliche, capace di coniugare sviluppo economico, giustizia sociale e sostenibilità.

Un dialogo tra politica e accademia che rafforza il legame tra le istituzioni e il territorio, in una prospettiva europea che guarda al Sud non più come area da colmare, ma come risorsa strategica da valorizzare.