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AGRIGENTO

agrigentoAgrigento: “la piu’ bella fra le città dei mortali“. Cosi, il poeta greco Pindaro defini l’antica Akragas. Questa è l’essenza di Agrigento: la grecità. I templi si stagliano imponenti e grandiosi, incastonati nello spettacolare scenario della Valle dei Templi, perla di bellezza incomparabile, in particolare d’inverno quando i mandorli sono in fiore o di sera, quando l’effetto delle luci sulle colonne dei templi ne fa quasi un quadro fiabesco. Da non mancare è una visita al centro storico di Agrigento, in particolare alla Chiesa di Santa Maria dei Greci e alla Cattedrale di San Gerlando. Senza dimenticare, il Caos, cioè luogo della casa natale Luigi Pirandello, da dove contemplare il “mare africano”, cosi come lo definiva il celebre scrittore agrigentino.
Una provincia straordinaria quella di Agrigento: trasuda storia e tradizione in ogni suo angolo. Realmonte, con lo spettacolo della pietra bianca della Scala dei Turchi. Eraclea Minoa con il suo teatro greco. Sciacca, la città delle terme e delle ceramica. Palma di Montechiaro, la terra del Gattopardo. Ma anche posti meno noti come San Biagio Platani, famosa per la sua festa degli archi di pane.

Una provincia che vanta grandi vini prodotti nelle zone di Menfi, Canicatti e Campobello di Licata. Una gastronomia che esalta i sapori semplici e rustici, realizzati con sapiente maestria con prodotti di eccellente qualità come pane, formaggi di pecora, dolci di mandorla e pistacchio.
Per gli amanti del mare e delle immersioni, le isole di Linosa e Lampedusa non a caso chiamate “i tropici d’Italia”.

CALTANISSETTA

CaltanissettaCaltanissetta, il capoluogo, è famosa per le manifestazioni religiose che si svolgono durante la Settimana Santa, tra le piu’ belle e suggestive in Italia.
Di affascinante interesse architettonico la Cattedrale di Caltanissetta, l'unica chiesa della città interamente costruita in pietra bianca. Molto belle sono però anche le sue chiese, come l’Abbazzia di Santo Spirito, in stile romanico.

La provincia di Caltanissetta puo’ vantare paesaggi di bellezza selvaggia, caratterizzati da valloni e dirupi, tipici di questa parte della Sicilia, che fanno da sfondo alle molte attività di agriturismo e turismo equestre sorte negli ultimi anni.
Gela
, grande centro sulla costa, fu un’importante colonia greca, di cui restano preziose testimonianze nell’area archeologica.
La provincia è nota anche con l’appellativo di provincia dei castelli, edificati come roccaforti o dimore estive, risalenti in gran parte, al Medioevo: fra questi, merita una menzione il Castello di Mussomeli fatto costruire nel XIV secolo, nel quale fu ospite il Re di Sicilia Federico III nel 1374.

Di sicuro interesse per il viaggiatore attento sono gli itinerari lungo le ormai dismesse miniere di zolfo che ci permettono di conoscere una realtà, come quella delle zolfatare siciliane, fatta di duro lavoro, in condizioni spesso disumane, che tanta importanza ha avuto nello sviluppo economico e sociale di questa provincia.
Tra le specialità segnaliamo il torrone, i carciofi di Niscemi e gli ottimi vini.

CATANIA

CataniaLa provincia di Catania vanta una notevole molteplicità di paesaggi, città d’arte ed eventi culturali.
La storia, il tessuto urbano e architettonico, nonchè lo sviluppo socio-economico di Catania sono profondamente legati ai due elementi che la circondano: il vulcano - l’Etna, e il mare - lo Ionio. Una città che ha conosciuto numerose calamità naturali come eruzioni e terremoti, ma che è stata resa forte dallo spirito indomito ed industrioso della sua gente che ha sempre reagito.

Il centro storico di Catania è un inno trionfante alla belezza e sontuosità del barocco siciliano. Un crogiuolo di odori, sensazioni e sapori si possono cogliere nello spendido mercato della Pescheria, una sorta di affascinante souk arabo.
Acireale si segnala per i suoi monumenti barocchi e il suggestivo Carnevale. La bellezza del barocco si ritrova a Caltagirone, famoso per la celebre scalinata e la tradizione nella lavorazione della ceramica.

Straordinaria è la varieta di paesaggi ed ambienti naturali presente nella provincia di Catania. Cominciando dall’Etna, “a muntagna”(in dialetto locale), con boschi rigogliosi, ampie valli ed anche valloni aridi simili a paesaggi lunari o dell’Inferno Dantesco. Un paradiso per gli escursionisti e, in inverno, per gli amanti dello sci e degli sport invernali.

L’incatevole scenario della Riviera dei Ciclopi tra Acicastello ed Acireale, fatto di scogliere laviche, mare azzurro, suggestivi borghi marinari come Acitrezza, i luoghi di Ulisse e del gigante Polifemo, ma anche del romanzo dello scrittore catanese Giovanni Verga “I Malavoglia”.

Terra di grande cultura che ha dato i natali a scrittori come Giovanni Verga e Luigi Capuana ed un musicista come Vincenzo Bellini.
Una gastronomia pregevole e ricca che spazia dai prodotti del mare come le alici a quelli della terra come gli agrumi delle Piana di Catania o il Pistacchio di Bronte, fino ai vini fieri dell’Etna e ai liquori della zona di Giarre.

ENNA

EnnaLa provincia di Enna è l’unica delle province siciliane ad avere un territorio senza sbocchi sul mare. Tuttavia essa vanta un notevole patrimonio storico ed architettonico, nonchè siti archeologici, naturali ed ambientali di indiscussa bellezza e sicuro interesse.

Enna, ha il primato di capoluogo di provincia più alto d’Italia, essendo posta a circa 1000 metri sul livello del mare. Di grande pregio è il centro storico medievale di Enna, con il Castello di Lombardia e la Torre di Federico II che ci riportano al periodo di Federico II di Svevia e degli Aragonesi.

A Piazza Armerina si possono ammirare gli splendidi mosaici romani della Villa del Casale ma anche un ricchissimo centro storico medievale e barocco.
Si fa un salto nel tempo, respirando grecità e mito, visitando i siti archeologici della antica città siculo-greca di Morgantina, nel comune di Aidone.

Di straordinario interesse per per gli amanti della natura è il Lago di Pergusa, sul quale hanno composto versi grandi poeti come Ovidio e che è legato al mito classico del ratto di Proserpina, rapita da Plutone mentre passeggiava lungo le rive. La presenza di una ricca avifauna fa del Lago di Pergusa un luogo privilegiato per gli appassionati del “birdwatching”. Per chi preferisce le due e le quattro ruote, l’Autodromo di Pergusa, ospita gare motoristiche ed altre manifestazioni di rilievo.

Agricoltura, allevamento e pastorizia da sempre rivestono un ruolo fondamentale nell’economia di questa provincia e danno vita a prodotti di grande qualità come le fave e le pesche di Leonforte, i formaggi di pecora come il Piacentino Ennese e molti altri che contribuiscono ad una cucina varia e saporita, attenta a valorizzare tradizione e genuinità.

MESSINA

MessinaNon è ardito affermare che la provincia di Messina è, forse, in Sicilia, la provincia maggiormente vocata al turismo, che costituisce uno dei pilastri dell’economia del territorio.
Messina, il capoluogo, “porta della Sicilia” ma anche “Messina, nobile capitale della Sicilia” – come recitava un antico motto. Ed infatti, ha una storia ricca, gloriosa e tragica, questa città che, fino al 1600, ha conteso a Palermo il ruolo di “leader” in Sicilia ma che è stata sconvolta da eventi distruttivi come i terremoti del 1783 e del 1908, nonché dai bombardamenti del 1943. Nonostante tutto, grazie a tenaci ed orgogliose ricostruzioni, Messina vanta ancora un notevole patrimonio artistico, fra cui segnaliamo il Duomo normanno, con l’orologio astronomico del 1933 la Fontana di Orione ed il Museo Regionale, che conserva opere dell’illustre pittore locale Antonello da Messina.
Di suggestiva bellezza, alcuni borghi della provincia, tra cui Castelmola e Montalbano Elicona.

È impresa ardua sintetizzare la straordinaria bellezza di Taormina e delle Isole Eolie, vere e proprie perle del turismo. I panorami ed i colori di Taormina, con lo sfondo dell’Etna, maestoso sul mare e sul Teatro Greco, hanno incantato artisti di ogni paese come il pittore ungherese Csontváry.
Giardini Naxos, Milazzo, Capo d’Orlando sono importanti e rinomate località turistiche del litorale costiero con le loro bellissime spiagge.
Tindari vanta un celebre santuario ed un’area archeologica di notevole interesse.

Anche la natura è protagonista nella provincia di Messina: oltre al litorale e alle Isole Eolie, annoveriamo i Montri Nebrodi e Peloritani, le Gole dell’Alcantara ed i Laghi di Ganzirri.
Santo Stefano di Camastra e Patti spiccano per la lavorazione delle ceramiche.
Nella cucina locale, ha un posto di primo piano il pesce spada, che non è solo un prodotto del mare ma è anche tradizione e cultura del territorio. Di eccellente qualità sono le carni e i salumi del maiale nero dei Nebrodi, una razza autoctona oggi riscoperta e valorizzata.

PALERMO

PalermoLa provincia di Palermo è un crogiuolo di storia, paesaggi e tradizioni.
Non è eresia affermare che, prima di tutto, essa si identifica con Palermo, nella sua duplice veste di capoluogo della rispettiva provincia e di tutte le altre province siciliane.

La definizione dello scrittore siciliano Giuseppe Fava è forse la più appropriata per cogliere il senso e la bellezza di questa città: ”Palermo è la storia della Sicilia, tutte le viltà e tutti gli eroismi, le disperazioni, i furori, le sconfitte, le ribellioni. Palermo è la Spagna, i Mori, gli Svevi, gli Arabi, i Normanni, gli Angioini, non c'è altro luogo che sia Sicilia come Palermo”.

Camminare per le vie di Palermo è fare un viaggio nel tempo, ammirando una mescolanza di stili architettonici diversi, segno tangibile delle dominazioni che si sono succedute. La grandiosità della Cattedrale, le chiese arabo-normanne di San Cataldo e di San Giovanni degli Eremiti con le loro inconfondibili cupole rosse, la Martorana, il Palazzo dei Normanni con gli splendidi mosaici della Cappella Palatina, la cinqucentesca Fontana Pretoria, il barocco dei Quattro Canti, l’eleganza del neo-classico del Teatro Massimo e del Teatro Politeama, fino alla misteriosa ed armonica bellezza del Liberty siciliano del Villino Florio e di Villa Igiea. Ma Palermo è anche il mosaico di voci, colori e profumi che emanano i suoi mercati più celebri come Ballarò e Vucciria, essenza di uno spirito arabo ancora oggi presente.

Spostandosi da Palermo, il periodo normanno ha lasciato traccia nei capolavori del Duomo di Monreale ed in quello della Cattedrale di Cefalù. Quest’ultima, con il suo bellissimo mare ed il suggestivo centro storico è una delle perle della provincia. A Santa Flavia, vicino Palermo, si può ammirare il parco archeologico di Solunto, antica città fondata dai Fenici.
Meritano attenzione le ville nobiliari palermitane di Bagheria, tra cui spicca la settecentesca Villa Palagonia, famosa per le sculture raffiguranti figure mostruose.
Mezzojuso, località dell’entroterra, conserva chiese di rito greco-bizantino.

La bellezza del mare la si ritrova nei tratti costieri di Mondello, Cefalù, Trabia, Pollina e, soprattutto, nell’isola di Ustica, paradiso dei subacquei.
I naturalisti e gli amanti delle escursioni hanno a disposizione aree naturali di grande bellezza come il Bosco della Ficuzza, la Rocca Busambra e, naturalmente, il massiccio delle Madonie, dove a Piano Battaglia hanno la possibilità di praticare gli sport invernali.
Sontuosa la gastronomia palermitana in cui prodotti semplici come le sarde, le melanzane e la farina di ceci danno vita a piatti straordinari come la pasta con le sarde, la caponata di melanzane e le panelle. Tra i dolci, i frutti di martorana, il gelo di mellone e la cassata sono particolarmente rinomati.

RAGUSA

RagusaRagusa è una delle nove province della Sicilia, situata nella parte sud, sui monti Iblei. È la provincia più a sud di Italia e la più alta dopo Enna, Potenza, Campobasso e l’Aquila. È la città più agiata del mezzogiorno e per questo motivo merita l’appellativo di “isola nell’isola” o “l’altra Sicilia” a ragione del suo diverso contesto socio-economico. Nel 1693 fu colpita da un violentissimo terremoto che la distrusse completamente e provocò circa cinquemila vittime.
La ricostruzione avvenne poco più tardi, agli inizi del XVIII secolo, e divise la città in due grandi zone: Ragusa superiore (sull’altopiano) e Ragusa Ibla (sulle rovine dell’antica città e ricostruita secondo lo stesso impianto).
La città di Ragusa è oggi la più alta testimonianza dell’arte barocca e per questa ragione la maggior parte dei suoi edifici e monumenti sono stati dichiarati dall’UNESCO, nel 2002, patrimonio dell’umanità
. Il nome antico della città, molto probabilmente, deriva dalla Dea Hybla, venerata dai Siculi e successivamente associato dai greci ad Hera, protettrice dei campi.

Il nome Ragusa, invece, è di origine bizantina e significa granaio, riferito all’abbondanza agricola della zona. Nel corso degli anni e al variare delle dominazioni il nome cambiò adattandosi di volta in volta agli arabi, ai romani e agli spagnoli. Le origini della città di Ragusa risalgono al neolitico e i primi insediamenti al XX secolo a. C. e da sempre ha ricoperto un ruolo fondamentale e centrale nella storia dell’intera isola.

Come tutta la Sicilia, Ragusa, ha subito il dominio di diverse popolazioni a partire dagli antichi siculi, che la difesero dai greci e dagli agrigentini vincendo più guerre. Per tutte le vittorie ottenute la città divenne nota, al mondo antico, come Audax Hibla. Poi arrivarono i romani che la trasformarono in città decumana (città obbligata a pagare con un decimo del raccolto). Ai romani succedettero i bizantini che fortificarono la città con un ampio muro di cinta e poi fu la volta degli arabi nell’848 d. C. dopo vari tentativi di conquista. Sotto il dominio arabo, nonostante le continue ribellioni da parte degli Iblei, vennero costruiti numerosi casali per la coltivazione di cotone e venne dato, a tutta l’agricoltura, un grande impulso.
Nel 1090, con l’aiuto dei normanni, gli arabi furono definitivamente cacciati e da lì in poi, per circa 500 anni, la città fu amministrata da diversi conti in modo libero e autonomo. Anche gli svevi, angioini e aragonesi sono passati per queste terre ma la voglia di autonomia era troppa e bene presto Ragusa si trovò di nuovo senza “padroni”. Nel 1860 arrivò Garibaldi con le sue truppe e Ragusa entrò a far parte del Regno d’Italia.

Oggi Ragusa, come già detto, è la più ricca città del mezzogiorno, dinamica e ben sviluppata con ogni tipo di servizio per i suoi cittadini.
È una città d’arte, la città per eccellenza dell’arte barocca, che ha avuto in questi luoghi la massima espressione.
Gli edifici, religiosi e non, di interesse sono diversi: il Duomo di San Giorgio, la Cattedrale di San Giovanni Battista, la Chiesa di Santa Maria delle Scale, Chiesa delle Santissime Anime del Purgatorio, Chiesa di San Giuseppe, Palazzo Cosentini, Palazzo Bertini, Castello di Donnafugata, Palazzo Zacco, Palazzo Schininà di Sant’Elia, Palazzo Nicastro, Palazzo Sortino-Trono, Palazzo La Rocca e Palazzo Battaglia.

Un’altra particolarità della città di Ragusa sono i Ponti e per questo è anche detta la “città dei ponti”.
I più importanti sono Ponte vecchio, Ponte Nuovo, Ponte Papa Giovanni XXIII. In questa provincia sono diversi anche i siti archeologici: Kamarina, Monti Arcibessi, Kaukana, Hybla Heraia e Castiglione di Ragusa. Arte, storia, tradizioni ma anche natura. Le aree naturali dono molte e ognuna ha una sua stupefacente caratteristica: Giardino Ibleo, Villa Margherita, Vialla Santa Domenica, Parco Giovanni Paolo II, Parco Baden Powell, Parco Padre Pio, Riserva naturale macchia foresta del Fiume Irminio, Riserva Naturale Integrale Cava Randello, Demanio Forestale Calaforno, Parco degli Iblei.

Visitare questa provincia sarà senz’altro una grandissima emozione: perdersi nell’arte, nella natura e nella storia, dimenticandosi di essere nel XXI secolo.

SIRACUSA

SiracusaSiracusa è una tra le città sul mare più belle del Mediterraneo, la sua ricchezza di storia e monumenti ne fa l’espressione di tutta la varietà e complessità culturale della Sicilia.
Geograficamente risulta come una grande terrazza calcarea che si affaccia sulla sottostante linea costiera dotata di un magnifico porto naturale, la città è divisa tra una parte vecchia, Ortigia, e una parte nuova più moderna.

La città vecchia, un affascinante isolotto, conserva la magia di una terra che ha visto succedersi e stratificarsi nel corso dei millenni espressioni importanti delle più importanti civiltà del Mediterraneo.

Ortigia è la vera anima di Siracusa, visitarla è un piacevole viaggio tra templi greci e chiese cristiane, palazzi svevi, aragonesi e barocchi, cortili, vicoli arabi, botteghe, modeste abitazioni e grandi edifici pubblici, il tutto in un solo chilometro quadrato.

Il Duomo, tempio dorico costruito su insediamenti siculi trasformato nel tempo in basilica bizantina prima, chiesa normanna poi, tardo rinascimentale e infine barocca, le belle piazze, la Fonte Aretusa, il quartiere ebraico, la sinagoga trasformata in chiesa cattolica, la Galleria Regionale con opere di Antonello da Messina e Caravaggio, l’Istituto del Dramma Antico e un singolare Museo del Cinema sono solo alcune delle meraviglie di Ortigia. Sorprendente e magnifico passeggiare tra le stradine animate che si intersecano con vicoli solitari su cui si trovano antiche case abbandonate e poi fermarsi nei tipici ristoranti, caffè, librerie e negozi. Per gli amanti dei libri e della storia un’affascinante biblioteca che custodisce libri rari e antichi e una preziosa collezione numismatica.

La ricostruzione settecentesca dopo il terremoto del 1693 e l’opera dei Vermexio, famiglia illustre di architetti siracusani, ha dato al luogo un’impronta barocca molto evidente.
Impossibile riassumere la ricchezza monumentale, la bellezza, la vivacità e la malinconia di Ortigia. Sia che la si scopra seguendo precisi itinerari o il proprio istinto sarà il mare l’incontro finale. Il mare è il grande, vero fascino di Ortigia, il porto naturale, affascinante al tramonto, il mercato, gli odori, i menù di pesce dei ristoranti. Ogni cosa ad Ortigia riporta al mare.
Lasciata Ortigia e la sua storia ci si ritrova nella città moderna che nella sua espansione ha inglobato parte del patrimonio archeologico della città come le Latomie dei Cappuccini, la Chiesa e le Catacombe di San Giovanni Evangelista, il Santuario di Demetra e Kore.

Il Parco della Neaopolis con il più grande Teatro Greco giunto fino a noi dall’antichità, l’Anfiteatro Romano, l’Ara di Ierone II, le Latomie del Paradiso e di S. Venera, la Grotta dei Cordari e l’Orecchio di Dionisio, sa donare la suggestione di un luogo dove natura, storia e mito s’incontrano e si intrecciano meravigliosamente. La nuova e ben progettata sede del Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi espone importantissimi reperti della preistoria siciliana, della città greca, delle sue colonie e di altre città greco-occidentali.
Stessi storici tesori si possono trovare conservati al Museo del Papiro.

Da visitare assolutamente il Ginnasio Romano, il Fiume Ciane, dove ancora cresce rigoglioso il papiro, i resti del Tempio di Zeus e il Castello Eurialo, fortificazione greca costruita nel 402 a.C. da Dionisio il Vecchio.
Il Teatro Greco e il suo biennale ciclo di Spettacoli Classici sono l’espressione più conosciuta della vita culturale siracusana che tuttavia tende in questi anni a vivacizzarsi molto. Gli spettacoli, insieme ad altre attività di tipo culturale e al teatro del mondo antico, sono organizzati dall’I.N.D.A., Istituto Nazionale del Dramma Antico, con sede a Palazzo Greco.

Siracusa mantiene una intensa religiosità nella devozione alla Madonna e a S. Lucia, patrona della città, i cui festeggiamenti, il 13 dicembre, registrano una larga partecipazione popolare. Il culto della Madonna ha subito un’intensificazione di seguito ad un evento considerato miracoloso: la lacrimazione negli anni ’50 di un simulacro della Vergine. Da quel tempo Siracusa è uno dei luoghi privilegiati del culto mariano e il grande santuario recentemente edificato e dedicato alla Madonna delle Lacrime ne è la testimonianza più evidente.

Soggiornare a Siracusa poi è gradevole grazie da una buona rete alberghiera ed al fascino di alcuni hotel della città. Anche la gastronomia, che sia tradizionale o aperta alle nuove tendenze, risulta non solo eccellente nella qualità nei piatti principalmente a base di pesce quanto nella preparazione proposta dai numerosi ristoranti e trattorie che si trovano maggiormente nel centro storico.
A sud della città alcune zone balneari molto frequentate d’estate: il lido Arenella, Ognuna, la bella spiaggia di Fontane Bianche vicino al borgo di Cassibile.

TRAPANI

TrapaniLa città di Trapani si estende nella parte nord ovest della Sicilia.
È una città dell’immenso fascino posta tra due mari e conosciuta anche come la città del sale e della vela. Questo appellativo lo deve soprattutto al fatto che nel suo territorio si trovino moltissime saline. Le sue origini affondano le radici nel mito che racconta di una falce, “Drepanon”, caduta in mare a Saturno (protettore della città) trasformatasi in una lingua di terra. Drepanon trova posto anche nell’Eneide di Virgilio che racconta di questa città come luogo della morte di Anchise e come rifugio per Enea dopo l’abbandono di Didone. Gli Elimi furono i primi abitanti della città ma notizie certe si hanno dai Cartaginesi in poi che arrivarono sull’isola tra il IX e l’VIII secolo a. C. Durante la prima guerra punica fu in’importante posizione strategica per questo popolo che sconfisse i romani che poco dopo tempo conquistarono definitivamente la città di Drepanum. Sotto i romani la città si spopolò e visse un periodo molto buio, questo grazie al trattamento che gli riservarono i romani per essersi alleata con Cartagine.

Dopo i Romani arrivarono i Vandali e poi fu la volta dei Bizantini. Nel IX secolo d. C. fu la volta degli Arabi, che la chiamarono Tarabanis i quali furono succeduti dai Normanni sotto il dominio dei quali la città ebbe un forte sviluppo nel commercio e non solo. Durante il medioevo il suo porto divenne uno dei più importanti del Mediterraneo (faceva parte delle cinque più potenti città marine). L’importanza della città cresceva e dopo Angioini e Aragonesi il suo splendore era massimo. Solo nel XVII secolo conobbe un periodo di decadenza dovuta a diverse carestie, peste e insurrezioni.
Nel 1738, con i Borboni, nasce il Regno delle due Sicilie durante il quale si intensificarono i commerci e cominciò la vera produzione di sale.
Nel 1860 arriva Garibaldi con le sue truppe e Trapani e la sua provincia entrano a far parte del Regno d’Italia. Durante i due conflitti mondiali fu bombardata e rasa al suolo. Dopo questa crisi è stato difficilissimo per la città rimettersi in piedi e solo negli anni ’90 ha cominciato ad affermarsi come meta di interesse turistico, storico, culturale e sportivo. Il suo immane patrimonio storico architettonico e naturalistico le hanno dato oggi un rilievo internazionale grazie anche alle mostre su Caravaggio e Leonardo da Vinci.

Le principali località turistiche sono: San Vito lo Capo, Pantelleria, le Isole Egadi, Erice e Castellamare del Golfo. Merita anche il vastissimo patrimonio archeologico con i siti di Selinunte, Eraclea Minoa, Segesta e le Cave di Cusa.



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